Si continua a sperare. Nonostante tutto, nonostante la crisi economica, nonostante la continua, diffusa, attribuzione di significato negativo all'arma sportiva e da difesa personale accomunata all'arma da guerra. Situazione melmosa, che si trascina da tempo e alla quale ancora non si riesce ad assegnare un tracciato, un percorso ragionevolmente indicativo per i produttori.
A tal proposito abbiamo sentito il presidente del Consorzio Armaioli Bresciani, Pierangelo Pedersoli, che ci offre un monitoraggio preciso di questo impasse che sta irretendo i migliori produttori in una tela di torpore produttivo e commerciale.
"Alla recente IWA di Norimberga - esordisce Pedersoli - abbiamo visto parecchia gente. Non ai livelli degli scorsi anni ma comunque l'afflusso di persone stato pi che soddisfacente. Non ci sono stati per i grandi ordinativi. Questo significa, quindi, che il nostro settore interessa comunque e gli operatori ci tengono a confermare che l'arma sportiva ha ancora un significato per l'uomo moderno. In altri termini i visitatori di IWA hanno sostanzialmente sancito e sottoscritto un tacito accordo, una tacita promessa con i produttori : Quando la situazione migliorer il vostro prodotto sar comunque tra i primi a tornare ai livelli pre-crisi'. La crisi infatti non che stia volgendo alla fine, nessuno parla della fine della crisi. Tant' che la situazione e le premesse che hanno contraddistinto IWA 2009 permangono tali e quali anche a un mese di distanza. Si tende a comperare sul venduto e nessuno pi si impegna a fare magazzino'. Questo vale anche per i produttori e siamo arrivati all'assurdo che sovente ci vuole pi tempo adesso ad evadere un piccolo ordine rispetto agli ordini considerevoli di qualche mese fa. Il volano produzione-commercializzazione' rallenta sempre pi sulla scia dell'impoverimento dello scambio merce-denaro. In questa situazione l'azienda cerca di minimizzare i costi fissi riducendo la produzione allo stretto indispensabile; uno stretto indispensabile che tende a stabilizzarsi su livelli molto, molto bassi".
Quali sono le peculiarit della recessione, nel settore armiero, del mercato americano?
"Nel mercato USA ci troviamo a fare i conti con due situazioni negative contingenti. La prima ovviamente quella economica che opprime anche l'Europa e che crea un rapporto sfavorevole all'esportazione nel cambio Euro-Dollaro. La seconda invece legata alla normativa del settore delle armi. I nostri clienti americani ci dicono che la situazione praticamente uguale a quella di gennaio: i consumatori acquistano quelle armi semiautomatiche lunghe (le cosiddette black guns' o fucili d'assalto) e corte che rispecchiano la ipotetica e presumibile nuova normativa USA in materia di armi da difesa. Il consumatore americano, in questa fase, dirotta il suo interesse sulle semiautomatiche lasciando perdere le altre tipologie di armi sportive che non saranno soggette a mutamenti di normativa e che quindi potranno essere acquistate in un secondo tempo. Si aggiunga un particolare non indifferente: una pistola o un fucile semiautomatico costa dai 500 agli 800 Dollari; un sovrapposto o una replica costa molto di pi perch ha un valore aggiunto di gran lunga superiore a quello delle semiautomatiche corte o delle black guns'. Il consumatore americano, in altri termini, cerca desso di mettersi a posto' con la futura legge e al resto penser poi".
E il mercato europeo?
"Il mercato europeo non ha mai avuto i grandi numeri di quello USA ed molto pi legato a situazioni contingenti. Nei mesi di gennaio e febbraio abbiamo venduto abbastanza bene in Germania perch i lavoratori tedeschi avevano un giorno la settimana di cassa integrazione che veniva pagato all'80%. Un po' meno soldi, quindi, ma pi tempo libero da dedicare agli hobbies. Questo ha avuto ricadute positive sul nostro settore. Ora, tuttavia, la disponibilit economica dei lavoratori assorbita in gran parte dal settore delle automobili che possono godere di formidabili incentivi. Qui si innesta un aspetto che mi preme fortemente sottolineare. Il nostro settore soffre, soffre pesantemente della crisi ma forse soffre meno di molti altri settori. E noi non abbiamo gli incentivi statali (che sarebbero benvenuti in una ipotetica ricerca di equit di politica economica) . Questo risultato, che stempera un po' l'amaro della recessione, parte da lontano; parte dalla costante ricerca di qualit che il produttore di armi sportive triumplino ha ereditato dai suoi avi. In questo modo possiamo contare su una clientela fedele, convinta, a ragione, che solo da noi pu trovare il meglio dell'arma sportiva e da difesa personale".
Cosa si aspetta da EXA?
"Visto quanto detto sinora non che possiamo sperare in grandi risultati. Si tenga presente che il mercato nazionale oscilla tra l'8 e il 10 % del mercato globale. Anche una formidabile performance in termini relativi non rappresenterebbe quindi un risultato particolarmente significativo in termini assoluti. Anche se, ovviamente, ogni spiraglio rappresenta una boccata di ossigeno per le nostre aziende".
