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Non lasciateci soli

Armi e Tiro - 1 marzo 2009
La crisi globale non risparmia le aziende italiane di armi sportive. La collaborazione tra Consorzio Armaioli Bresciani e Camera di Commercio di Brescia non basta pi: le amministrazioni pubbliche devono sviluppare progetti di rilancio per il settore.

La crisi crisi. Per tutti. Da questa pesante recessione non si salvano nemmeno le aziende produttrici di armi sportive. Shot Show che si tenuta a gennaio a Orlando, nata sotto auspici non certo favorevoli e molti produttori si sono presentati all'importante appuntamento con fievoli speranze. I messaggi e i segnali che sono arrivati dalla mostra internazionale sono, per certi aspetti, variegati. stato un bagno di folla: moltissima gente ha visitato gli stand e questo significa che il mondo delle armi sportive conta ancora molti curiosi e appassionati. Com'era previsto, tuttavia, gli ordini sono stati scarsi. I motivi sono molti. A livello internazionale il novello presidente degli States rappresenta un'incognita: la possibile nuova normativa che darebbe un giro di vite alla vendita di alcune tipologie armi semiautomatiche non rappresenta certo una prospettiva rosea per i produttori, anche se in questa difficilissima fase congiunturale il buon Obama ha altro a cui pensare; l'andamento ondivago del signor Dollaro, inoltre, rende precario e incerto il profitto, ormai abbastanza risicato, derivante alle aziende dalle esportazioni.
A queste problematiche si aggiungono le annose questioni a livello interno che hanno fatto del settore armiero una cenerentola del made in Italy. Le varie Amministrazioni pubbliche, sulla scia di una concezione limitata e limitativa, ben poco hanno fatto per potenziare l'immagine sul mercato nazionale e internazionale dei produttori di armi sportive.
In questo quadro non rientrano le piccolissime aziende che producono armi sportive di alta qualit. Sono piccoli opifici che risentono marginalmente della crisi e che si sono affermati principalmente grazie al loro lavoro e alla loro capacit di creare una solida rete di conoscenze lavorando duramente. Ma un mercato di nicchia ad alto valore aggiunto e a basso contenuto di manodopera e con indotto quasi nullo. Sono produttori che non hanno bisogno di ampliare il loro mercato avendo una limitatissima produzione su commessa. Ben diversa invece la situazione della piccola e media azienda che in questa fase si ritrova a fare i conti con continui e costanti rincari: dalle assicurazioni sul prodotto all'energia alle materie prime e deve gestire una forza lavoro formata da capi famiglia che devono sopportare, ultimi anelli della catena, una crisi pesante.
La ormai storica collaborazione tra Consorzio Armaioli Bresciani e Camera di Commercio di Brescia ha consentito e consente una presenza costante delle principali aziende del settore a livello internazionale ma rimane vistoso il vuoto lasciato dalle Amministrazioni locali che non riescono a sviluppare un tessuto armonico, un progetto equilibrato di rilancio del settore dell'arma sportiva. L'aspetto pi deludente di questa mancanza che da anni i produttori pongono sul tavolo progetti e iniziative volte a sviluppare a livello di immagine e di integrazione produttiva il settore che, peraltro, non disperso su una vasta area geografica, ma per svariati e non sempre conosciuti motivi le proposte cadono nel vuoto o hanno vita breve.
peraltro anche vero che, nell'analisi storica, l'arma sportiva non ha mai fatto registrare picchi positivi o negativi mantenendo un sostanzialmente costante andamento nel corso degli anni. Come afferma il Presidente del Consorzio Armaioli, quindi, Pierangelo Pedersoli "Il nostro prodotto torner a suscitare l'interesse degli operatori; non si pu dire quando ma certamente torneremo a produrre e vendere il nostro prodotto". Le prossime EXA e IWA potranno forse dare indicazioni pi precise e, si spera, finalmente positive.

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